Si inizia con un breve colloquio, durante il quale si scopre che quello che si dovrà fare è Respirare Profondamente, senza pause, Inspirando ed Espirando solo dal naso o dalla bocca.
Inoltre, si avverte che respirare 30 o 50 minuti in questo modo può scatenare una serie di reazioni diverse:
pianto, riso, gioia, dolore, la risposta è soggettiva e anche la prima seduta può fare emergere problemi sedimentati negli anni. Poi ci si sdraia sul lettino, per facilitare la circolazione sanguigna, e favorire il movimento dei muscoli coinvolti nella
respirazione, si chiudono gli occhi nel silenzio e nella penombra, mentre il terapeuta si siede a fianco del paziente e comincia a diffondere il suono del suo respiro come se fosse una musica. A questo punto, nella stanza viene a crearsi una specie di comunicazione intima, ma assolutamente discreta, tra terapeuta e paziente, un rapporto che ricorda l'infanzia quando ci si stava per addormentare dopo la ninna nanna.
Il respiro del terapeuta infonde sicurezza: è vicino ed accogliente come quello di una mamma, cosi' scioglie qualunque forma di paura e di controllo della persona.