Rinunciare alla Libertà dà Infelicità
Vivere in coppia è sicuramente un esperienza difficile perché siamo esposti ad una continua verifica dei comportamenti che l'altro/a può approvare o disapprovare, perché tutto lo spazio è occupato dalla convivenza, perché non è facile giustificare , senza essere accusati di poco amore, il bisogno di stare da soli, in un'altra stanza della casa a vedere un film che l'altro/a non ama, di uscire a mangiare un gelato con le amiche, gli amici, con i piccoli corteggiatori che rendono la vita più leggera, anche se non si vuole fare niente di sbagliato e l'unico desiderio è guadagnare per un attimo una spensieratezza dimenticata.

Le giovani coppie lamentano questo: i partner sono cresciuti in un altro secolo rispetto ai genitori, ma il matrimonio è un'istituzione talmente più vecchia di loro che finisce per segnare un ritorno al passato.

Le abitudini e le leggi del matrimonio sembrano imporsi su diversi stili di vita creando l'attesa di una convivenza continua sostitutiva degli interessi e degli affetti del periodo precedente.
Cominciamo ad essere infelici ed a pensare che sono le colpe dell'altro che rendono la nostra vita malinconica o piena di malumore. Si inizia a ripetere dentro la mente che saremmo felici altrove e questi pensieri costruiscono l'altro come il nostro 'Persecutore' e ci fanno credere che solo la separazione potrebbe renderci la libertà e la gioia.

Può accadere però che la separazione non porti sollievo e allora scopriamo che non siamo capaci di realizzare i nostri bisogni e che l'altro, per quanto odioso, nascondeva una nostra incompetenza.

La cosa migliore è misurare le nostre risorse e capire gli ostacoli personali che ci impediscono di accontentarci o di essere felici. A volte le persone salvano il matrimonio, ma restano in campo solo per combattere eternamente contro il 'Persecutore', dimenticando che l'unica strategia vincente passa attraverso la capacità di produrre il cambiamento desiderato.
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